Articoli Ottobre 2020

GRANDI GIUDICI AL CONCORSO RICERCATORI

Mercoledì 23 settembre 2020 alcuni studenti dell’Istituto Baldessano Roccati sono stati coinvolti in una esperienza completamente nuova e di grande responsabilità: hanno infatti costituito la Giuria Popolare di un importante concorso nazionale, rivolto a giovani ricercatori in svariati settori scientifici. Il Premio Nazionale GiovedìScienza, giunto quest’anno alla IX edizione, si presenta come “vetrina dell’eccellenza scientifico-tecnologica del nostro territorio” e si pone l’obiettivo di incoraggiare l’impegno di giovani scienziati – al di sotto dei 35 anni – nella comunicazione della scienza e nella divulgazione dei risultati della propria ricerca. Fra le quasi settanta candidature pervenute da tutta Italia, un gruppo di esperti ha selezionato dieci ricercatori finalisti, sulla base del merito scientifico e della qualità dei loro lavori: il 23 settembre i dieci candidati si sono sfidati in una competizione, durante la quale hanno presentato al pubblico gli obiettivi ed i risultati dei propri progetti di ricerca, seguendo un particolare format – di origine giapponese – che prevede il rigoroso utilizzo di 20 immagini per 20 secondi ciascuna. Una sfida particolarmente ardua, dati pochi minuti a disposizione per illustrare argomenti complessi, ma finalizzata a mettere in luce le doti di un buon divulgatore scientifico: chiarezza, sintesi e soprattutto capacità di coinvolgere ed agganciare l’interesse del pubblico. 

 

Due giurie sono state chiamate a valutare l’efficacia comunicativa: una Giuria Tecnica, composta da esperti, giornalisti e docenti universitari, e una Giuria Popolare, composta da studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Proprio qui sono entrati in gioco 34 alunni del Baldessano Roccati, provenienti dalle classi quarte e quinte del Liceo Scientifico tradizionale, del Liceo Scientifico Scienze Applicate e del Liceo Classico. In collegamento streaming con la splendida Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze di Torino, i nostri ragazzi hanno assistito alle presentazioni dei progetti scientifici dei ricercatori finalisti e si sono cimentati con un compito per loro nuovo e complesso, quello della valutazione: dopo una lunga ed animata discussione hanno espresso i loro giudizi, che hanno contribuito, insieme ai voti della Giuria Tecnica, alla designazione dei vincitori.

L’associazione Centro Scienza ci ha offerto un’occasione unica di avvicinamento al mondo della ricerca scientifica, una realtà che nella società attuale ha sempre più bisogno di farsi conoscere ed entrare in contatto con i cittadini, in particolare con le nuove generazioni. Notizie ed informazioni di ogni genere riempiono i media continuamente: è, quindi, importante più che mai promuovere il pensiero critico e diffondere nei giovani una cultura scientifica consapevole. L’esperienza è stata sicuramente formativa ma anche, e soprattutto, profondamente coinvolgente: un contagioso entusiasmo si respirava in sala durante il lavoro di squadra, con visibile partecipazione, emozione ed impegno da parte di tutti. E chissà, le curiosità scientifiche nate oggi porteranno forse qualcuno, un domani, a scegliere di fare il ricercatore? 

Lasciamo ora la parola ad alcuni dei protagonisti di questa avventura: 

PRIMO ARTICOLO

Il Premio GiovedìScienza, a cui abbiamo partecipato in qualità di giuria popolare, è un concorso molto particolare: non valuta soltanto il contenuto della ricerca scientifica presentata, ma anche il modo in cui questa viene divulgata. Chi offre al pubblico la spiegazione più chiara, comprensibile ed esaustiva vince un premio di 5000 euro. Allo stesso tempo i candidati sono stati giudicati anche per il Premio Speciale Elena Benaduce, che ricompensa invece la ricerca con l’impatto più immediato o più importante sulla qualità della vita e sul benessere delle persone. Per essere in grado di valutare correttamente i candidati, noi studenti abbiamo seguito, il giorno precedente al concorso, una videolezione in cui il professor Luigi Civalleri ci ha spiegato le basi della scienza della comunicazione e della divulgazione scientifica, insieme alla professoressa Elisa Penna. I dieci ricercatori finalisti hanno presentato progetti molto interessanti e con importanti applicazioni future. Fra tutti, è risultato vincitore Matteo Bertagni, del Politecnico di Torino, che si occupa di Ingegneria dell’Ambiente e ci ha illustrato come la matematica può essere usata per studiare il percorso dei corsi d’acqua e gli ecosistemi fluviali. Entrambe le giurie sono state inoltre conquistate da Veronica Ferrero, ricercatrice all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino, con la sua ricerca dal titolo “Game of positrons ovvero l’antimateria contro i tumori”, con cui è arrivata al secondo posto del premio GiovedìScienza e al primo posto del premio Elena Benaduce. Con la sua ricerca si è scoperto come rendere la radioterapia più efficace e precisa nella cura dei tumori, sfruttando i positroni. La nostra attenzione è stata particolarmente colpita anche dalla presentazione di Erika Dematteis “Scusi, mi fa il pieno di acqua?”, uno studio su come immagazzinare l’idrogeno per usarlo come combustibile ecosostenibile. Infine, il Premio Industria 4.0 è andato a Marco Miniaci, che ci ha presentato un “mantello dell’invisibilità” per le onde sismiche, costituito da nuovi metamateriali. 

Laura Nicola – Classe 5DSA

SECONDO ARTICOLO

Quello che siamo stati chiamati a valutare, come giuria popolare del concorso dei ricercatori, è soprattutto il modo in cui i candidati ci hanno comunicato le proprie ricerche e i propri risultati scientifici. Abbiamo valutato giovani scienziati che in futuro, in caso di una pandemia virale come quella che stiamo vivendo oggi, sapranno chiarire ai cittadini cosa stia accadendo e come agire; abbiamo valutato ricercatori che un giorno potranno spiegare a tutti, sulla base di dati scientifici, quali sono i vantaggi dei vaccini e gli eventuali rischi, affinché chiunque possa comprenderne l’importanza; abbiamo valutato persone che avranno il compito di comunicare le nuove scoperte al pubblico affinché avvenga il progresso della società umana. Ecco qual è l’importanza del Premio GiovedìScienza: finalizzare la comunicazione scientifica e dare i mezzi ai giovani ricercatori che hanno voglia di condividere le proprie scoperte. Perché la comunicazione scientifica è importante almeno quanto lo è la ricerca stessa: i ricercatori e gli scienziati studiano affinché le persone possano vivere in salute e in un ambiente migliore e affinché la società evolva, ma se quest’ultima non ha modo di capire il loro lavoro come potrebbe avvenire un’evoluzione?

Nicola Arbino – Classe 4FSA

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