Articoli Maggio 2020

L’anno migliore di sempre

Ed ecco un articolo che con un po’ di ironia analizza il periodo di quarantena da COVID 19. E’ di FEDERICO LUSSO, studente della classe 2D del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate

L’anno migliore di sempre

Questo 2020 è il miglior anno di sempre, o almeno lo è per chi è masochista.

Ed è iniziato come tutti gli altri, quando ti dici che quello che verrà sarà migliore di quello precedente, anche se sai già dentro di te che questo desiderio non si avvererà mai, ovviamente con tutti i tuoi buoni propositi che ti ricicli da tempo immemorabile (tipo che questa volta dimagrirò, smetterò di fumare, sarò più buono con il prossimo e via così) e che ti dimenticherai dopo un minuto dal conto alla rovescia.

Ma questo 2020 si è rivelato diverso. Dopo qualche mese tutto ha iniziato ad andare in malora: prima l’America che stava per far diventare reale Fallout; poi ti ricordi che questo è l’anno del topo per il calendario cinese e ti dici “che bello l’anno del topo!” poiché hai letto sull’oroscopo che è un anno che garantisce prosperità materiale e in più è associato alla ricchezza, al fascino e all’ordine; però ti sei lasciato influenzare da queste belle cose tanto che non hai finito di leggere, e quindi non hai notato che è associato anche all’aggressione, alla morte, alla guerra, all’occulto, alla peste e alle atrocità in genere.

Infatti Murphy aveva ragione quando diceva che se qualcosa può andare male lo farà: niente ricchezza, fascino e ordine, e al loro posto si è materializzato il COVID-19 che indovinate un po’ da dove arriva? dai pipistrelli che sono topi con le ali, tanto che in piemontese si chiamano “ratavoloira”, che tradotto letteralmente significa “ratto che vola”. Se questa non si chiama sfiga.

Ma, a quel punto, ti sei detto “Figuriamoci se arriva in Italia, e poi nel mio paesello sperduto in collina!”  e poi hai acceso il telegiornale e hai sentito che anche nel tuo paesello ci sarebbe stata la “chiusura totale”, e dallo shock ti è caduta la forchetta di mano e sei rimasto lì, come un vegetale, a rimuginare.

La notizia ha in effetti sconvolto la vita di moltissime persone, ma non di tutte: infatti esiste una piccolissima minoranza, quella dei cosiddetti “asociali”, per i quali le cose non sono cambiate più di tanto, anzi sono persino migliorate dal loro punto di vista, poiché, non potendo uscire più di casa, possono finalmente fare la vita da eremiti che hanno sempre desiderato.

Però non sono qui per parlare di loro, poiché loro sono già felici: sono qui per parlare a voi che prima della quarantena uscivate per andare al bar tutte le sere anche se c’erano -20°C, e che ora vi comprate il Bitter Campari al supermercato (che, detto fra noi, è una vera schifezza) e poi fate l’aperitivo nel cucinino fingendo di essere al 35esimo del Grattacielo San Paolo. Voi che vi siete inventati dei modi alternativi per vedere i vostri amici e parenti e innamorati, e non sto parlando di infilavi nel bagagliaio della macchina della vostra fidanzata per andare a casa sua, ma delle video chiamate. Si narra che i più temerari le facciano persino in bagno.

Ovviamente avete messo su un po’ di ciccia e iniziate a sembrare una foca monaca con le braccia, perciò vi siete inventati un modo per bruciare un po’ di grasso, senza far aumentare il numero di nascite. E infatti i casi sono tre: c’è chi possiede un giardino che sembra un campo da calcio; chi ha un giardino normale con i vasi di gerani e la cuccia per il cane; chi vive in due metri quadrati e di verde ha solo il vaso del basilico. Ai primi non c’è bisogno che spieghi come usare tutto quel terreno sottratto all’agricoltura; chi ha un giardino normale può esercitarsi col tiro della lumaca nel praticello del vicino; la cosa si complica per chi vive in appartamento, perché di certo non può mettersi a correre in uno spazio così ristretto, perciò l’unica cosa che posso consigliare è o di fare la maratona sul posto, rischiando però le ire sanguinarie di chi vive al piano di sotto, oppure di fregarsene della forma fisica fino a fine quarantena, giocando a rimbalzino con i rotolini di ciccia.

Molte persone per passere il tempo hanno deciso di approfondire o studiare ex novo le lingue, come il cinese, per leggere come va da loro l’epidemia, o il giapponese dagli anime, o la lingua palauana, cioè la lingua di Palau, cioè uno dei pochi posti dove non è ancora arrivato il virus.

Anche per noi studenti le cose sono un po’ cambiate e queste fantomatiche video lezioni ci hanno cambiato totalmente la visione della scuola, sia in positivo che in negativo: in positivo per gli orari, la possibilità di svegliarsi letteralmente due minuti prima che inizi la video lezione e rimanendo in pigiama con la copertina e sgranocchiando qualcosina come colazione; il lato negativo è ciò che manca, vale a dire il contatto umano con i compagni e pure con le verifiche e con l’inchiostro rosso che spesso inonda i nostri temi, però anche qui per gli asociali questa situazione è una benedizione visto il contatto umano cercavano di evitarlo già prima.

Seguire le video lezioni è molto stancante, specialmente per gli occhi, poiché arrivati a sera l’unico modo per far sì che non decidano di traslocare in un altro corpo è immergerli in una bella vasca piena di collirio, però ovviamente per gli asociali di nuovo nessun disturbo poiché ci passavano già di norma venti ore attaccati al computer…

Ormai vi siete abituati alla situazione, avete hobby nuovi, vedete il vostro datore di lavoro o il prof quasi ogni giorno e li sentite ad ogni ora e per questo sprizzate gioia sotto le mascherine colorate. Però c’è ancora una cosa che non vi va giù: quando vi affacciate alla finestra e vedete sempre quei due o tre sportivi in tuta che si fanno la corsetta fuori casa, magari all’inizio avrete pensato “Va beh, non avranno capito la situazione”, ma dopo un mese pensate “io doveri starmene chiuso in casa e loro mi scorrazzano davanti come se niente fosse? Pure senza mascherine? Vado a mettere a bollire l’olio”. Pensiamo ai nostri poveri nonni, chiusi in casa come carcerati che non devono uscire per nessuna ragione al mondo, ma anche ogni tanto ci provano, e allora l’unica soluzione è incatenarli alla poltrona e sperare che presto possano tornare a giocare a briscola al bar della bocciofila.

Comunque le cose piano piano stanno tornando alla normalità: i negozi riaprono, le aziende riaprono, i bar riapriranno… Fortunatamente da qualche giorno si può anche tornare a far visita ai parenti, e lo so che morivi dalla voglia di rivedere tua suocera, però ti consiglio di rifarti vivo con la donna dei tuoi sogni solo dopo che avranno riaperto anche i parrucchieri e i barbieri, a meno che tu non voglia essere scambiato per l’abominevole uomo dei webinar.

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