Articoli Maggio 2020

La casa: prigione e salvezza

Ecco un secondo lavoro, proposto questa volta da LIDIA BERGIA, studentessa della classe 2E Liceo delle Scienze Applicate, che ha preferito tradurre in immagini la sua esperienza di quarantena. Con una piccola riflessione che può aiutare a capire meglio le immagini.

“Nella situazione in cui il mondo è calato in questo momento, è difficile trovare pace; la casa non sembra più casa, ma è diventata prigione. Stiamo mettendo le radici e la paura di non poterci più muovere è presente e costante. La casa è un luogo dove c’è la famiglia, ma per adesso non la si può vedere allo stesso modo di qualche mese fa, senza avere il timore di contagiare qualcuno o di essere contagiati. La casa è luogo di protezione ed è ancora così, però l’equilibrio che dovrebbe esserci tra protezione e libertà si è spezzato; non ci si trova più in un posto che si sognava durante il giorno solo per incontrare le persone a cui volevamo bene: ora si sognano tutte quelle occupazioni che per le quali eravamo già scocciati prima di iniziare. Ci siamo resi conto che le catene che pensavamo di avere attaccate ad un banco o ad un ufficio erano ciò che ci rendeva liberi.

Non avremmo mai potuto immaginare che una simile catastrofe potesse accadere ed eravamo “ciechi”. La situazione non è cambiata. Non ci rendiamo conto delle cose che abbiamo, sognando ciò che, per il momento, non possiamo avere. Ci sarebbe bisogno di aprire gli occhi per capire che siamo fortunati nella sfortuna: abbiamo un tetto sotto cui vivere, la possibilità di tenerci in contatto con le persone nonostante la situazione e molte altre che ci fuggono perché siamo sempre occupati a sognare l’impossibile. In tutto ciò stiamo passando un brutto momento, ma dopotutto lo stiamo affrontando bene e questo è l’importante. Si arriverà ad avere ciò che stiamo sognando.

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