Articoli Maggio 2018

INCONTRO CON LO SCRITTORE GALIANO

Meglio farsi ingannare dalla troppa luce che dal buio

 

Sabato 21 aprile, presso l’Auditorium dell’Istituto di Istruzione Superiore Baldessano-Roccati, si è tenuto un incontro con il professor Enrico Galiano, autore del romanzo Eppure cadiamo felici, pubblicato da Garzanti Libri lo scorso anno. Il meeting, organizzato quasi interamente dagli alunni, è stato un vero e proprio incontro generazionale: si è discusso a lungo dell’adolescenza, fase controversa che caratterizza il percorso della vita di chiunque.

L’intraducibilità è stata definita dal professore la peculiarità dell’adolescenza, che, conoscendo bene l’argomento, è stato in grado di arrivare in maniera piuttosto diretta ai ragazzi, incoraggiandoli a non abbandonare mai i propri sogni.

Per alimentare la curiosità degli studenti, infatti, l’autore ha chiesto a ciascuno di loro di scrivere una domanda su un foglietto di carta, che successivamente è stato letto ad alta voce da Galiano, allo scopo di rendere più accesa la discussione.

Fra tutti i temi emersi dalle domande, l’argomento che ha colpito di più è stato quello della scuola. A detta del professore di lettere, all’interno del sistema scolastico vi sono due grandi equivoci: il primo riguarda i ragazzi, descritti come “un gregge apatico” che, in realtà, non viene più ascoltato dalle generazione precedenti ed è costretto a vivere i propri sogni senza coinvolgerli; il secondo riguarda gli insegnanti, che spesso vengono considerati come dei semplici impiegati, a malapena in grado di svolgere il proprio ruolo di educatori. Si è anche discusso su come potrebbe cambiare in meglio la scuola ed è emerso il pensiero, condiviso dai più, della mancanza di fondi e di collaborazione tra insegnanti ed alunni, i quali, secondo l’autore, dovrebbero avere maggiori responsabilità all’interno della struttura, affinché comprendano più profondamente il significato di “rispetto del prossimo”.

In molti sono stati stupiti dalle confessioni del Galiano scrittore: egli ha affermato di aver lottato con se stesso e aver ricevuto innumerevoli delusioni per più di due lustri, salvo poi ottenere che il suo presente si concretizzasse nel sogno di una vita.

L’autore, inoltre, nonostante i non rari momenti di scoramento, non ha mai cessato di trarre insegnamenti da situazioni difficili, dimostrando in questo modo una grande forza d’animo.

Egli stesso è apparso non come un personaggio dai contorni ben cesellati, autore tutto d’un pezzo e sicuro di sé, bensì come un sognatore affabile che ha preferito tessere la sua vita non lontano dagli inganni della troppa luce, ma solamente a qualche metro da essa, in un cammino costellato dall’ombra del fallimento.

[Giulia Dongiovanni e Beatrice Chialva]

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